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18 settembre 2007 - Scrive l'Arch. Remigio Cammarano:

 La recente delibera della giunta regionale della campania, n. 1404 del 27 luglio 2007, ha ulteriormente introdotto delle forti penalizzazione nei confronti dei tecnici liberi professionisti operanti nel settore dei lavori pubblici.

Praticamente, nell'ambito dei progetti finanziati con il contributo regionale, le spese per la progettazione, la sicurezza, le conferenze di servizi, la direzione dei lavori, l'assistenza giornaliera, la contabilità, l'assicurazione dei dipendenti, le consulenze specialistiche e altre attività di supporto e finanche le spese per il Responsabile Unico del Procedimento (RUP), dovranno essere contenute nel limite massimo del 10%.

Le spese per le commissioni giudicatrici dovranno essere contenute nel limite massimo del 2%.

Questo provvedimento è lesivo della nostra dignità professionale, per chi dalla mattina alla sera cerca di svolgere un'attività professionale seria e coscenziosa, e si corre il rischio di una scarsa qualità del lavoro, con conseguente pericolo di danno.

Vediamo nel particolare: anche ipotizzando un importo lavori di 100.000 euro, che già è tanto, con il 10% si hanno a disposizione 10.000 euro.

Solo il RUP assorbe il 2%, restano 8.000 euro.

Per realizzare l'intervento occorre  redigere obbligatoriamente
una serie di elaborati che vanno dal progetto preliminare, definitivo, esecutivo, calcoli strutturali, calcoli degli impianti, valutazione di compatibilità ambientale e paesaggistica, indagini geologiche, previsione dettagliata della spesa, piano sicurezza, capitolati e disciplinari tecnici e amministrativi, direzione dei lavori, contabilità, collaudi tecnici e amministrativi, oltre a tutti gli incontri necessari con gli amministratori e per le conferenze di servizi. Se occorrono espropri e se l'intervento ricade in area a vincolo le problematiche e l'impegno profesionale aumentano a dismisura.

Ebbene, per tutto questo sono previsti 8.000 euro che, detratte le spese e le tasse, diventano si e no 4.000 euro.

Ciò significa che l'opera professionale non potrà essere svolta se non sottoscosto, con la conseguenza con il rischio di un proliferare di progetti ed opere grossolane, se non addirittura fittizie, con grave danno per la collettività.

Rifiutiamo con fermezza questa logica, che con la discutibile motivazione del risparmio si può risolvere in un danno per l'intera collettività perchè costringe sia il professionista sia l'appaltatore a ridurre altri costi, con un dubbio  risultato finale.

Chiediamo un incontro urgente, con le autorità competenti, in modo da esporre all'autorità regionale le conseguenze di questi provvedimenti, che potrebbero costringere i professionisti coscenziosi a rinunciare a lavori infine troppo gravosi ed economicamente insostenibili, e creare terreno fertile per persone di dubbia correttezza professionale.

Arch. Remigio Cammarano  -  Vallo della Lucania