(febbraio 2014)
come accedere al processo telematico?
Le prime esperienze di un avvocato romano
Ho sempre condiviso il mio studio con altri professionisti, in genere avvocati.
Qualche anno fa, tuttavia, un commercialista mi chiese una stanza, e per circa due anni egli ha lavorato in questa stanza.
Notai che il commercialista la mattina alle 9,00 apriva puntualmente il computer. Alle 13,00 spegneva il computer. Alle 15,00 riaccendeva il computer, ed alle 19,30 circa spegneva il computer e se ne andava a casa. Il giorno dopo l'iter si ripeteva, ma ogni tanto vi erano problemi di collegamento, per cui se ne andava al bar a prendere un caffè e poi ritornava al lavoro.
Questa è più o meno la vita non allegra che attende anche noi avvocati, che dovremo trovare altre piazze per comunicare, che non siano i tribunali.
I tribunali, si potrebbe dire, sono strutture di altri tempi, forse del 1800, allorchè recarsi in Tribunale era un atto solenne e parlare in Tribunale era un mezzo per dimostrare la propria valenza, le proprie capacità oratorie, esprimere il proprio carattere, farsi notare insomma.
Ciò che si faceva in piazza, o in tribunale, ora si fa su internet, dove ogni attività può essere seguita da migliaia di persona con il minimo sforzo.
Dunque, meglio impratichirsi delle tecniche necessarie per interagire con i nuovi luoghi virtuali, se non si vuole rimanere spiazzati.
Il TAR ed il Consiglio di Stato da tempo si sono adeguati, ed ogni atto va trasmesso in via telematica ed è facilmente consultabile sul sito della Giustizia Amministrativa. Prima si deposita il fascicolo cartaceo, poi, acquisito il numero dell'atto sul sito della giustizia amministrative, si trasmette lo stesso fascicolo in formato PDF all'indirizzo della Sezione dove pende il processo.
Questo "doppio binario" è piuttosto defatigante perchè per ogni atto, fascicolo, memoria, si devono fare da 4 a 7 copie cartacee (a seconda dell'indirizzo dell'impiegato del momento) ed in più si deve trasmettere il formato PDF. Figuratevi cosa si deve fare quando il fascicolo è di 1000 pagine, cosa frequente nel campo amministrativo.
Resta un mistero il fatto che il processo telematico vale per avvocati e per le Cancellerie, ma la nuova procedura informatica non sembra aver raggiunto i magistrati
Tuttavia, dopo le difficoltà iniziali, le operazioni sono ripetitive per cui, fatto una volta, si può fare sempre, appuntandosi però tutte le formalità e gli indirizzi giusti sul desktop.
La copia delle sentenze si richiede con la PEC, come è noto, ed è singolare che il Tribunale di Roma non abbia neppure la PEC per fornire le risposte. Il sistema per richiedere le copie è ancora macchinoso, mentre un esperto programmatore anche di medie capacità potrebbe risolverlo in 5 minuti, ma speriamo nel futuro che verrà.
Il sito del Tribunale Civile è ancora piuttosto complesso. Gli impiegati ancora non sembrano molto pratici, fanno del loro meglio come sempre, ed anche qui si potrebbe migliorare se il gestore del server avrà buona volontà
Il programma, dicevo, ancora è sperimentale e presenta molte complicazioni e svariati bug (buchi neri).
Si deve aprire un fascicolo virtuale (a pagamento). Poi si possono trasmettere le memorie art. 183 cpc e la conclusionale. Inoltre ancora si deve ancora depositare la "copia cartacea di cortesia".
Ho notato difficoltà a trasmettere i documenti, per gli atti è più semplice. La difficoltà consiste nel fatto che non si sa in quale formato inviare gli atti, ed in quale formato i documenti. Neppure è noto se si debba mandare i documenti in un solo file, o in più file.
Inoltre c'è una notevole carenza di informazioni, affidate a gestori privati spesso con telefono a pagamento. Per cui ho fatto un gro al Tribunale, dove non mi hanno saputo dare nessuna informazione, salvo un laconico "senta i suoi colleghi", consiglio che però sottace un invito ad andare in un paese sconosciuto.
Ho sentito quindi i miei colleghi, alcuni più esperti ed altri meno esperti. Gli stessi non sanno bene cosa consigliare, chi si è indirizzato da una parte, che verso altra parte, chi se n'è andato veramente a quel paese, come suggerito dai solerti Cancellieri.
Ma veniamo al sodo e passiamo all'azione: riesco a creare finalmente un fascicolo viruale. Spunta subito una finestrella con un avviso: "per ogni fascicolo virtuale che apriamo si paga euro 1,50, oppure si fa un versamento annuale "tutto compreso" di 150 euro l'anno.
Mi chiedo: ma non avevo già pagato un abbonamento annuale a Lextel e poi 80 euro per la chiavetta? "Certamente sono cose diverse" mi diranno poi al call center Boh, andiamo avanti, poi ci consulteremo con i pochi colleghi che sono rimasti in questo paese.
I sistemi li offre Lextel e Fallco, non so di altri.
l problema poi è il rinnovo anuale di questo spazio: se non si paga che succede, viene cancellato tutto ed il fascicolo diventa inaccessibile? E se pago in ritardo poi potrò recuperare gli spazi soppressi? Come la mettiamo per chi chiede il Patrocinio a Spese dello Stato? Vedremo.
Altra problematica: il numero eccessivo di password ed username: troppe password diverse e troppi username diversi. Ho visto chi gira con un libricino per tenerle tutte a mente.
Eppure un Collega dall'Argentina poco tempo fa mi aveva mostrato, dal mio computer (in Italia) che poteva accedere al fascicolo della sua causa senza chiavette, con un minimo di password, e che poteva vedere tutto, ma proprio tutto senza tanti formalismi. Vedeva anche la sentenza, senza pagare la tassa di registro e senza fare 3 file per ottenere una copia esecutiva. Vedendo tale meraviglia, ho osservato: "ma la copia della sentenza non è autentica". Egli allora ha stampato la copia del tribunale argentino e l'ha sottoscritta, rispondendo: "sono io avvocato che autentico la copia!"
Allora ho capito che questo eccesso di formalismo si accompagna al pagamento di ogni formalità, e tale fatto, a parte la spesa, forse non si inquadra esattamente nello spirito di semplificazione della riforma della procedura telematica. E peraltro, nel processo amministrativo è stata realizzata una vera semplificazione, mentre nel processo civile non si è ancora raggiunto tale livello di semplicità telematica.
Difficile è anche recuperare la password perduta: non sempre la si ottiene nuovamente con facilità.
Odiosi sono poi quei siti dove la password va cambiata ogni tre mesi: vatti a ricordare l'ultima password, che deve essere differente dalle precedenti.
Cambiano dunque i tempi ed i modi: ieri il bravo avvocato era il miglior oratore, oggi il bravo avvocato è quello che si districa più facilmente in questo mare magnum di passord e linguaggi.
Altro problema è il formato dei file da trasmettere: perchè non si fa tutto in pdf che infine è il formato più pratico? No.
Spesso arriva il formato xlm (o simili) che io non sono mai riuscito nè ad aprire nè a capire cosa è e perchè, se lo apro, appaiono geroglifici incomprensibili.
Bene ha fatto il Presidente dell'Ordine ad istituire il brevetto di "avvocato telematico" intendendo con tale terminologia l'avvocato che procede al passo con i tempi e sempre si aggiorna, spesso a pagamento, ma solo per semplificare ulteriormente le cose.
Ulteriore problema: l'antivirus, antispam, antikeylogger, la firma digitale. Uno di questi programmi, oggi necessari per evitare che la spia telematica si piazzi nel nostro PC, è riuscito a bloccare tutto il programma di sistema Lextel, che non andava nè avanti e ne indietro. Ho dovuto cambiare computer per riuscire a completare l'installazione di Lextel.
Faccio però un rilievo: è veramente necessaria questa zuppa di codici?
La mia risposta è: no.
Vi spiego perchè, anche se già sento le critiche, ancor prima di essermi spiegato.
L'anno del computer, secondo una teoria, dura tre mesi.
Ciò significa che ogni tre mesi ogni programma, sistema, metodo, linguaggio, diventa obsoleto, con buona pace per chi lo ha inventato (spesso è la scoperta della vita di un programmatore), e subito esce un sistema migliore che soppianta il precedente.
Windows ha fatto scuola, con la periodica nuova edizione, che infine costringe ad acquistare nuovi computer . Qesto andazzo va bene per lo studioso di computer, sitemi, linguaggi, che si deve tenere aggiornato.
Non va bene per il giurista, che dovrebbe studiare le leggi e basta.
L'utilizzatore del PC non dovrebbe essere continuamente sollecitato ad aggiornare il sistema, l'antivirus, le chiavi, ma dovrebbe occuparsi del suo lavoro e basta.
In Africa ed altrove, non potendo stare al passo con questo sistema in perenne riproduzione, e costante pagamento, utilizzano il sitema Linux Ubuntu, (che significa "benevolenza verso il prossimo").
Ho provato questo sistema, è ottimo: non è soggetto a virus, la sua stabilità è garantita per cinque anni, durante i quali nulla va aggiornato.
Nel campo giuridico, difatti, e nel settore pubblico, dovrebbe essere assicurata la stabilità nel tempo dei programmi, ed un sistema non dovrebbe essere modificato tutti i giorni, ma ogni 3-5 anni casomai, altrimenti si rischia di cambiare mestiere o di rivolgersi allo psichiatra.
Con il sistema Linux-Ubuntu non si deve pagare diritto di autore, non si paga aggiornamento, la stabilità è assicurata e, in definitiva, si potrebbe fare il proprio onesto lavoro senza dover penare sempre ad aggiornare continuamente il PC.
Ma è questo che si vuole? No, invece per alcuni speculatori sembra preferibile un sistema instabile, che costringe a continui cambiamenti ed a nuove spese.
Tornando a noi, ed al deposito telematico, con un computer ed una "chiavetta" che contiene il programma, ci si collega al sito del Tribunale e si depositano gli atti via computer.
Una volta inserita la chiavetta, ed installato il programma Lextel, il principiante non sa cosa fare e resta perplesso.
Invece si deve andare sulla voce del collegamento al tribunale.
Si inserisce la password e si accede al sito del tribunale.
Se il programma recepisce la password ( e sottolineo se) e non vi sono altri problemi, potrete creare il vostro fascicolo virtuale, all'inizio meglio se qualcuno ti dice dove cliccare step by step.
Vi consiglio la prima volta di farvi suggerire ogni passaggio dal Call Center, è più semplice.
Se si inceppa il sistema, cancellate la cronologia, forse si riprende.
Infine, devo dire che, superate queste difficoltà e dopo la creazione del primo fascicolo virtuale, il secondo è più semplice e via via ci si mette sempre meno tempo.
Ed allora, viva il computer ed abbasso le file in cancelleria.
Ma subentrano altri problemi: come fare ad avere la ricevuta valida a dimostrare l'avvenuto (regolare) deposito dell'atto? E difatti, dopo il deposito mi sono state spedite ben 4 email di conferma, molto poco comprensibili.
Così mi sono rivolto ad altro Collega, questa volta veramenmte esperto, che mi ha illuminato su tali risposte del computer e mi ha promesso di farmi avere un "libretto di istruzioni"
Vedremo poi alla prossima puntata il significato di queste email di conferma.
Marco Pepe
