IL PROCESSO TELEMATICO, LEXTEL, L'ORDINE DEGLI AVVOCATI
Il processo telematico incede incessantemente.
Chi non aveva la laurea in informatica si è dovuto attrezzare.
Alcuni, tra i quali il sottoscritto, molto versati nel "fai da te", si sono arrangiati ed hanno studiato elementi di html, java, php, css, e via dicendo. Assimililati i fondamentali della informatica, i medesimi volontari si sono lanciati nello studio del processo telematico.
Senza nulla togliere agli intrepidi iniziatori del processo telematico, che singolarmente sono degli avanguardisti, tuttavia la schermata sembrerebbe essere stata studiata per non far capire nulla all'utente, mentre si spera che nel futuro siano realizzate schermate più comprensibili, con un normale tutorial.
Per cui la maggior parte del popolo fai da te, tra cui il sottoscritto, ha fatto ricorso al mezzo telefonico per farsi spiegare da Lextel il funzionamento della schermata medesima. Canzoncine, attese, scelte numeriche, alla fine si, senz'altro dopo 20 minuti circa di media si riusciva a parlare con l'operatore Lextel, sempre disponibile questo va detto, e sono riuscito a comprendere tutto, o quasi tutto, dopo 6 ore di spegazioni, ed alcuni mesi di studio.
Non parliamo poi della fatturazione elettronica alla pubblica amministrazione.
Qui l'artefice ci voleva proprio del male. Accreditamento doppio presso Entratel (sei numeri consegnati all'agenzia delle entrate ed altri sei numeri inviati per posta dopo un mese)oppure con Fisco On Line, schermata impossibile su "fatturazioneelettroncia.it", spiegazioni carenti, però gli operatori disponibili, alla fine sono riuscito a venirne fuori con l'ausilio della segretaria (brava in informatica) e della mia ostinazione, ma sopratutto per l'opera di un collega di buona volontà che aveva pubblicato su internet istruzioni "step by step". Dimenticavo lo studio della lingua inglese, appresa negli anni precedenti per fortuna.
Molti Colleghi pagano uno che, in nero, rediga la fattura elettronica. Tuttavia è inconcepibile, anche da un punto di vista psicologico di avvocato, "pagare" per avere la fattura. Secondo me dovevo "incassare", e non pagare, ma i più moderni ritengono invece una "sfida" riuscire a fare la fatturazione elettronica e seguire un libretto di istruzioni incomprensibili.
Per dirne una sola, il server era sintonizzato su un fuso orario diverso, per cui l'uomo del "servizio clienti fatturazione elettronica" di fronte al rifiuto elettronico delle mie fatture mi suggeriva di arretrare l'orologio del PC a tre oe prima, in modo che il server avesse lo stesso fuso orario. Seguivo con successo il suggerimento
Con il Natale 2014, festeggiavamo allo studio l'invio della prima fattura elettronica ed alla Befana ne avevamo invaite circa 15 di fatture, ma il Presidente del Tribunale avvisava con ordinanza che non avremmo avuto la risposta di ricezione se non dopo qualche mese.
Il commercialista non capiva il ritardo e ci intimava l'invio delle fatture definitive, però le fatture elettroniche si scopriva dovevano avere una numerazione differente dalle fatture cartacee, e su ciò rimanevamo perplessi, stupiti, forse basiti come si dice in TV.
Infine, l'archivio elettronico a pagamento indispensabile per le fatture elettroniche (ma la PA non se lo poteva fare lei almeno l'archivio, o qualcuno ci voleva far pagare qualcos'altro?). Pagato l'archivio elettronico dormivo sonni tranquilli, senza più soldi. Difatti: PEC si paga uno e scade dopo 2 anni, o forse 3? ARCHIVIO FATTURE Elettroniche si paga annualmente; COLLEGAMENTO LEXTEL, beato chi se lo ricorda. CHIVETTA ELETTRONCICA a pagamento, ma alla fine gira solo su un computer, per gli altri devi resettare tutto e riallinearti con JAVA, antivirus, e via dicendo.
Nessuno dice che tutto ciò è incompatibile con il libero accesso alla Giustizia, ma poichè i tempi cambiano, stiamoci zitti, con riserva però di vedere gli altri Paesi come fanno, e ve lo dirò alle prossime puntate.
Siamo ora a carnevale e ci siamo messi in sintonia elettronica.
Forse diceva bene un esperto informatico: "meglio litigare con il computer piuttosto che andare in tribunale a far la fila per depositare la comparsa"
L'Ordine diffonde le prime statistiche:
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Statistiche del Servizio di Assistenza Lextel per l'anno 2014
Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma
ESTRATTO DAL VERBALE DELL'ADUNANZA DEL 12 FEBBRAIO 2015
(omissis)
- Il Presidente Vaglio comunica di avere ricevuto da un Collega una email con cui lamentava di non essere riuscito a contattare il servizio di assistenza della Soc. Lextel S.p.A. per un problema sulla propria casella di posta elettronica certificata.
Il Presidente Vaglio stesso, pertanto, si attivava per chiedere alla Lextel i motivi di tale disservizio.
Il partner tecnologico dell’Ordine che provvedeva a verificare la problematica sollevata dal reclamante, appurando come lo stesso non avesse alcun problema, ma che semplicemente la sua casella pec avvisava che lo spazio attualmente occupato era di quasi l’80% e che, pertanto, il titolare sarebbe dovuto intervenire per liberarne una parte.
Con l’occasione, l’Amministratore Delegato della Lextel Dott. Alberto Fabbrini forniva al Presidente Vaglio una serie di dati circa l’assistenza fornita ai titolari di pec fornita in convenzione con l’Ordine tramite Infocert, evidenziando come nel 2014 le chiamate ricevute da Lextel attraverso i soli telefoni fissi con prefisso 06 (da Avvocati) siano state oltre 60 mila. Il trend oltretutto è in crescita, considerato che il totale di chiamate nel primo semestre era di 25 mila.
Il Dott. Fabbrini ha tenuto a precisare che circa l’80% di queste telefonate non sono relative a vera e propria assistenza, ma più che altro a formazione risolvendosi in lunghe telefonate sul servizio o sul prodotto, dilatando quindi i tempi di attesa per gli utenti in coda. Con l’obbligatorietà del PCT, poi, sono esponenzialmente aumentate le telefonate con denunce di asseriti problemi di funzionalità della Firma Digitale o della PEC (invece perfettamente funzionanti), mentre in realtà il problema è nell’incapacità del professionista a confezionare e inviare correttamente l’atto in cancelleria.
Dal 1° gennaio 2015 la Lextel ha assunto altre 5 risorse per il call center, che sono diventate in totale 31.
Le statistiche sono le seguenti:
Su 60.500 chiamate, l’82% ha avuto risposta entro 5 minuti.
Soltanto l’11,6% di utenti ha aspettato oltre 10 minuti.
Nel corso dell’anno non è stata data risposta al 15% delle chiamate in entrata.
Di per sé il dato non è molto buono, ma ad un più approfondito esame emerge che solo il 3,5% delle chiamate non risposte ha atteso in linea più di 10 minuti e circa il 7% ha atteso meno di un minuto prima di abbandonare la linea.
Per tentare di limitare il numero delle richieste di assistenza/formazione tra qualche giorno sui portali della Lextel saranno pubblicati video tutorial on line specifici su Firma Digitale e su Pec oltre che ovviamente su PCT.
Si stanno inoltre rivedendo e attualizzando le FAQ ed incentivando il contatto via e mail nell’auspicio che contattare il call center sia sempre meno necessario.
Il Consiglio prende atto e dispone che il presente verbale sia pubblicato sul sito istituzionale ed inviato agli iscritti a mezzo email.
