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Categoria: PENSIONE E PREVIDENZA PROFESSIONISTI
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(20 ottobre 2017)

 

- vedi QUI la manifestazione del 30 novembre 2017 per l'Equo Compenso ai Professionisti

 - Vedi QUI la Petizione di Confinprenditori per abolire lo SPLYT Payment, l'anticipo dell'IVA

 

Recuperiamo la proporzionalità e progressività della tassazione

 

  Da qualche anno si è avuta una flessione nel numero dei liberi professionisti, che ora sono in calo su tutto il territorio nazionale.

  C'è da chiedersi come mai i liberi professionisti, che non gravano sulla Finanza Pubblica, ora invece abbandonano lo studio e l'attività e spesso si dedicano ad altre attività.  Ho conosciuto molti Colleghi che hanno rinunciato alla propria attività e che ora lavorano (molti in nero)  per qualche Collega, oppure hanno cambiato lavoro, oppure sono emigrati all'estero.  La maggior parte di questi si sente umiliata, come se fosse un insuccesso personale, e frustrata perchè non trova altri sbocchi professionali.

La Costituzione della Repubblica italiana fu  approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, promulgata dal Capo provvisorio dello Stato il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948 .  La Costituzione è stata pubblicata nella G.U. 27 dicembre 1947, n. 298, edizione straordinaria.

I primi 20 anni successivi alla promulgazione della Costituzione il dibattito politico e giuridico fu animato dal problema della efficacia sostanziale, o solo formale, dei principi espressi nella Costituzione.

In pratica, i principi di eguaglianza, solidarietà, democrazia, e correttezza erano così lontani dalla realtà dell'epoca che apparivano come degli ideali impossibili da raggiungere, e dunque si parlava di efficacia programmatica delle norme costituzionali che esigevano delle leggi di attuazione.  Altri sostenevano al contrario che le norme della  Costituzione avevano efficacia precettiva, e che i principi erano immediatamente applicabili.

La Corte costituzionale si dovette adoperare molto per affermare il principio della efficacia precettiva delle norme costituzionali e della loro efficacia immediata nell'ordinamento giuridico.

 Tuttavia i principi costituzionali vengono spesso scordati un pò da tutti e vengono affermate delle prassi contrarie a Costituzione ed a tutti i principi in essa affermati

  Soffermiamoci, per favore, solo sull'articolo 53 della Costituzione repubblicana:

Art. 53. Costituzione


Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Ora la tassazione dei professionisti è diventata talmente elevata, anche per effetto di spese imposte coattivamente,  da rendere praticamente impossibile il lavoro libero professionale, in particolare, per i giovani e per chi risiede in centri  ove non vi sono molti affari.   

   Il guadagno rilevante sembra essere diventato una rehola di sopravvivenza, per cui chi non raggiunge determinati Questi ultimi, se non si inseriscono in qualche contesto molto produttivo, sono spesso costretti ad abbandonare ogni attività per via del carico obbligatorio di spese e tasse ed oneri imposti.

Anzitutto, la Previdenza incide con somme fisse che si aggirano mediamente sui 3000 euro l'anno, come contributo fisso.

L'iscrizione agli Ordini professionali si aggira sulle 300 euro l'anno, nella media di ogni professione.

A ciò si aggiunge la tassa sui rifiuti urbani che non è commisurata ai rifiuti medesimi, ma ha valori diversi a seconda dell'attività che si svolge nei locali e si può affermare che per uno ufficio di 100 metri quadri il professionista spende a Roma circa 1800 euro l'anno.

A questa tassa si aggiunge, nella bolletta, anche la TEFA Tributo Esercizio funzioni ambientali, nella misura del 5%. Vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa è ed a cosa serve la TEFA

Dobbiamo poi considerare per il commercialista e l'avvocato i costi dei programmi che consentono di comunicare (obbligatoriamente) con l'Agenzia delle Entrate e con il Tribunale. La spesa tra computer e programmi vari e riparazioni, licenze, antivirus, aggiornamenti e simili possiamo dire che è di 1500 euro l'anno.

Poi c'è l'aggiornamento professionale obbligatorio che impone di partecipare a corsi, convegni, conferenze ed altro. Il costo in termini di tempo e di spesa è di 1000 euro l'anno, e tale spesa è obbligatoria, anche se esistono aggiornamenti gratuiti, va però calcolato il costo effettivo di corsi adeguati, e non dei corsi inutili ove si acquisiscono crediti formativi, mentre parla l'oratore di turno, ed il professionista scrive un atto o altro davanti al suo PC ed indossa le cuffie per non ascoltare, ben piazzato all'ultimo banco della fila centrale (della scuola elementare, direi).

L'assicurazione per i rischi professionali è obbligatoria, così come pure ora l'assicurazione contro gli infortuni e per la responsabilità civile, i danni nello studio. Insomma, assieme all'assicurazione della autovettura, che pure è indispensabile, se ne vanno 1500 euro l'anno, soldo più o soldo meno.

  La previdenza integrativa, prevista ormai dalla Previdenza di ogni Ordine professionale, porta via 500 euro l'anno.  La Previdenza integrativa mi sembra come se uno andasse al ristorante e chiedesse un piatto di spaghetti. All'arrivo del piatto il cliente chiede: "sono buoni gli spaghetti che preparate?" Risposta del ristoratore: "be, se li vuole anche buoni ci deve pagare il supplemento"

Non parliamo delle spese di affitto dei locali, che se ci limitiamo ad una stanza sono di euro 500 almese, 6000 l'anno.

Scordiamo il commercialista? no, 1000 euro l'anno e passa la paura. Il commercialista è praticamente obbligatorio, se uno non vuol passare il poco tempo disponibile a studiare come funziona il sito dell'Agenzia delle Entrate, Telemaco, Entratel, e simili. Questo sito poi è per gli iniziati, che si capiscono tra loro, l'utente finale è solo uno scocciatore.

Se per avventura vi fate le fatture elettroniche da soli, il programma di conservazione delle fatture costa 150 euro l'anno, diciamo così per indicare una cifra forfettaria.

Se poi il professionista è donna, ha le spese di asilo nido, di baby sitter, di organizzazione della vita familiare.  Una Collega che conoscevo tempo fa si alzava alle due di notte per svolgeere la professione forense e per mandare avanti la famiglia. Se vi va bene, indichiamo il costo (in nero?) dell'asilo nido o baby sitter in euro 500 mensili.

Mettiamo ora in fila tutti questi importi e sommiamoli tra loro:

3000 Previdenza obbligatoria
300 Ordine professionale, spesa obbligatoria
1800 tassa rifiuti urbani obbligatoria, a Roma x 100 metri di ufficio

    37 euro per  TEFA (Tributo esercizio Funzioni Ambientali) che si somma alla tassa sui rifiuti urbani nella stessa bolletta
1500 euro costo dei programmi obbligatorio e del computer
1000 euro aggiornamento professionale obbligatorio
1500 euro assicurazioni obbligatorie RC,studio,infortuni,auto, ecc.ecc.
500 Previdenza integrativa (o fondi pensionistici)

1000 il commercialista praticamente obbligatorio
6000 affitto locali minimi
150 fatture elettroniche e programma di conservazione obbligatorio
6000 l'anno spesa di asilo o comunque complessiva per i figli e famiglia.


22785 euro l'anno per spese obbligatorie in TOTALE

  Ora con la stretta creditizia degli ultimi anni questo importo non è più facile da guadagnare e forse si riesce solo lavorando la notte e le feste comandate.

  Ma tale lavoro non rispetta gli altri articoli della Costituzione, che tutelano la dignità del lavoratore, anche professionista

Oltre a ciò ci sono poi le normali tasse ed imposte sui guadagni, mediamente il 27%, che, senza scendere nel merito,  spesso però non considerano questi oneri come detraibili.

Poi c'è l'IVA al 22%, spesso sulle stesse imposte.

Infine, dal 1 luglio 2017 è stato esteso il cosidetto split-payment anche ai professionisti che emettono fattura nei confronti di una amministrazione pubblica, i quali subiranno una doppia ritenuta, l'IRPEF pari al 20% dei compensi, e l'IVA pari al 22%.  Una doppia imposizione che produrrà importanti contrazioni di liquidità per i lavoratori autonomi.

 Se al termine dell'anno fiscale il professionista risulterà creditore di IVA potrà richiedere il rimborso, ma sarà sottoposto a verifica fiscale, per cui non è noto se e quando si riuscirà a rientrare in possesso delle somme anticipate per l'IVA in virtù dello "Splyt Payment".

  La CONFINPRENDITOR ha proposto una petizione per l'abolizione di quest'ultima imposizione, chiedendi il ripristino del comma 2 dell'art. 17-ter del DPR 633/72 ed escludere lavoratori autonomi e professionisti dalla procedura dello SPLYT PAYMENT.

Vedi QUI la Petizione di Confinprenditori per abolire lo SPLYT Payment, l'anticipo dell'IVA

Ed allora, chiedo a voi ed a me stesso, è ancora vigente l'articolo 53 della Costituzione che obbliga a rispettare i criteri di progressività e proporzionalità delle imposte, se poi sono tutti gli oneri sono obbligatori e sommati tutti assieme si arriva ad un minimo obbligatorio di  22000 euro l'anno?

O forse il dettato costituzionale ha solo funzione programmatica?

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